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Intervista ai Sonatori de la Gioiosa Marca

Ennio Francescato

Tratto dalla Rivista  A TUTTO ARCO  numero 4 - anno II
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Alla fine del Cinquecento la famiglia dei violini, allora agli albori della sua storia, ebbe una subitanea e perentoria affermazione a Venezia ed in tutta la Repubblica Serenissima, e da quel momento iniziò un lungo susseguirsi di capolavori musicali sino alle opere dei grandi compositori del barocco. Ma se i nomi di musicisti quali Vivaldi, Albinoni e di altri loro contemporanei sono universalmente noti, e le loro opere figurano frequentemente nei programmi concertistici di ogni parte del mondo, assai meno conosciute sono le composizioni degli autori delle fasi antecedenti e successive al massimo splendore della storia musicale della città lagunare.
I Sonatori de la Gioiosa Marca sono stati il primo ensemble a proporre una sistematica riscoperta della incredibilmente ricca e polimorfa produzione di musica strumentale in ambito veneto dal tardo Rinascimento all’epoca classica, e per giunta attraverso un rigoroso stile interpretativo improntato ad uno scrupoloso rispetto dei criteri filologici. Dopo venticinque anni di attività concertistica, durante i quali hanno mietuto ragguardevoli successi (fra l’altro hanno inciso assieme a Giuliano Carmignola quella che è considerata dai critici la versione di riferimento delle Quattro Stagioni di Vivaldi), continuano instancabili ad esplorare sempre nuovi territori musicali, rivelando sovente delle autentiche gemme della musica antica, dimenticate da secoli in qualche polveroso scaffale di biblioteca. Abbiamo incontrato quattro dei componenti dei Sonatori de la Gioiosa Marca, i violinisti Giorgio Fava e Giovanni Dalla Vecchia, il violoncellista Walter Vestidello ed il liutista Giancarlo Rado, e ci siamo lungamente intrattenuti con loro a conversare sulle inesauribili emozioni, sempre nuove, che la musica antica, partecipata intimamente e ricreata con raffinato spirito artistico, può procurare.