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Amadeus

I cinque componenti dei Sonatori de la Gioiosa Marca danno qui vita con estro e capacità tecniche a una vivace e in più punti gustosissima antologia che corre sulla falsariga dei rapporti che in età barocca intercorrevano tra musica colta e musica popolare, in particolare - in questo caso - su quella delle elaborazioni compositive che alcuni autori italiani di quell'epoca hanno effettuato sul celeberrimo basso di Follia. Grande musica, dall'impatto diretto sull'ascoltatore che non chiede filtri intellettuali per essere apprezzata.
Merito dei Sonatori che questa volta si superano: soprattutto nella qualità delle fioriture, nella preziosità timbrica del risultato, nell'imprevedibiltà delle loro soluzioni esecutive che accentuano il carattere mutevole e polistilistico dei brani scelti. Composizioni che, muovendosi lungo le coordinate della nostra penisola, tracciano una specie di itinerario che è guida a un modo inventivo di concepire la musica, pur rimanendo saldamente incollati alla tradizione popolare: la Napoli di A. Falconiero, la Messina di B.Storace e G.A.Pandolfi Mealli, la Roma di A.Corelli, la Bologna di M.Cazzati, la Pavia di F.Corbetta, e poi tornando ad Est la Modena di G.B.Vitali e la Venezia di A.Caldara, A.Vivaldi e G.Reali.
Agli ultimi due si devono le pagine più spettacolari: le variazioni sulla Follia tratte dall'opera prima di entrambi i musicisti. (Massimo Rolando Zegna )